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Rimessa laterale nel calcio: regole, errori e allenamento
Regole e formati

Rimessa laterale nel calcio: regole, errori e allenamento

Regole della rimessa laterale: che cosa impone la Regola 15 nell'istante del rilascio, i cinque errori che ne derivano, da quale categoria vale in Italia e come allenarla.

Pubblicato il 15 min di lettura

In sintesi

  • La Regola 15 fissa tutto nell'istante del rilascio: viso verso il campo, una parte di entrambi i piedi a terra, pallone con due mani da dietro sopra la testa.
  • Una rimessa eseguita male fa passare il pallone agli avversari, e un secondo tocco di chi l'ha battuta vale punizione indiretta.
  • Dalla rimessa laterale non si segna e non esiste fuorigioco, e tutti gli avversari stanno ad almeno 2 metri.
  • In Italia la rimessa con le mani è obbligatoria dai Pulcini U10/U11; sotto si può scegliere tra mani e piedi, con il pallone fermo sulla linea.
  • Le rimesse giocate all'indietro conservano il possesso nell'83,5 per cento dei casi, quelle in avanti solo nel 48,3.

Le regole della rimessa laterale stanno in mezza pagina, eppure la rimessa è la ripresa di gioco eseguita male più spesso e sanzionata più di rado. Il motivo sta nel modo in cui la regola è costruita: non le interessa come il giocatore arriva al pallone, ma soltanto una frazione di secondo.

La Regola 15 lega tutto a un solo istante

La frase decisiva del regolamento suona così: "Nell'eseguire la rimessa laterale il calciatore deve stare in piedi e rivolto verso il terreno di gioco, toccare con una parte di ciascun piede la linea laterale o il terreno all'esterno della linea laterale, lanciare il pallone con entrambe le mani da dietro e al di sopra della testa dal punto in cui il pallone è uscito dal terreno di gioco."

Quattro condizioni, e tutte e quattro vengono verificate nello stesso momento. Un giocatore può prendere dieci metri di rincorsa, girarsi, tenere il pallone sospeso. Se nell'istante in cui lo lascia andare viso, piedi, mani e punto sono a posto, la rimessa è corretta. Al contrario, la posizione di partenza più pulita non serve a nulla se al momento del lancio il giocatore si stacca dal terreno.

A queste se ne aggiunge una quinta, che scatta dopo il lancio: il pallone è in gioco appena si trova dentro il terreno. Se tocca terra prima, la rimessa si ripete, dalla stessa squadra e nello stesso punto. Non è una sanzione, è una ripetizione.

Che cosa deve rispettare chi batte la rimessa

Posizione e orientamento. Chi batte sta in piedi e rivolto verso il terreno di gioco. "In piedi" esclude la posizione in ginocchio e quella seduta, non una postura piegata in avanti. L'orientamento è più generoso di quanto molti allenatori immaginino: il corpo deve guardare il campo, non esattamente la direzione del lancio.

Contatto dei piedi. Una parte di ciascun piede tocca la linea laterale o il terreno all'esterno. Entrambi i piedi, dunque, e con contatto a terra. La formula "una parte" conta: basta che la punta sfiori la linea, il tallone può restare sollevato.

Presa e traiettoria. Entrambe le mani sul pallone, e il pallone arriva da dietro passando sopra la testa. È una traiettoria, non una posizione finale. Un lancio che parte all'altezza della fronte non la rispetta.

Il punto. La rimessa si esegue dove il pallone ha lasciato il terreno di gioco. Il regolamento non prevede alcuna tolleranza. Nella pratica un metro viene contestato di rado, nel settore giovanile quasi mai, ma quel margine la regola non lo conosce.

Che cosa non può succedere da una rimessa laterale

Tre cose sono escluse, e tutte e tre contano più di quanto sembri.

Dalla rimessa non si segna direttamente. Se il pallone entra nella porta avversaria si riprende con la rimessa dal fondo campo. Se entra nella propria porta è calcio d'angolo per gli avversari. Entrambe le direzioni sono previste, e al secondo caso quasi nessuno pensa.

Il fuorigioco non esiste sulla ricezione diretta. La Regola 11 cita la rimessa dal fondo campo, la rimessa laterale e il calcio d'angolo come le tre situazioni dopo le quali un giocatore può ricevere il pallone senza trovarsi in fuorigioco. In fase offensiva è una leva che molte squadre non sfruttano: su rimessa laterale un attaccante può stare avanti quanto vuole.

Tutti gli avversari stanno ad almeno due metri dal punto della rimessa sulla linea laterale. È un obbligo dell'avversario, non una richiesta di chi batte.

I cinque errori che derivano dalla regola

Una premessa che nella maggior parte delle guide sul tema non viene scritta: non esistono numeri affidabili su quale sia l'errore più frequente nella rimessa laterale. Né la FIGC né le federazioni inglese, spagnola o francese pubblicano una statistica del genere. Le federazioni pubblicano il testo della regola e i casi singoli, non le frequenze. La lista che segue è quindi ricavata dal regolamento e ordinata come lo è il regolamento. Dice che cosa può essere sbagliato, non quanto spesso capita.

  1. Corpo girato. Al momento del lancio il busto non guarda il terreno di gioco, di solito perché il giocatore si gira verso il compagno invece di limitarsi a lanciargli il pallone.
  2. Piede sollevato o stacco. Il classico delle rimesse lunghe: il giocatore carica il movimento e stacca uno o entrambi i piedi. Appena nell'istante del rilascio un piede è libero, la rimessa è irregolare.
  3. Lancio dalla fronte invece che da dietro. Il pallone parte davanti alla testa o sopra di essa e non descrive una traiettoria che venga da dietro. La scheda per arbitri dell'UNAF francese indica proprio questo come causa principale delle rimesse irregolari, però come osservazione del 2016 e non come frequenza rilevata.
  4. Lancio con una mano sola o con forza diseguale. Una mano spinge, l'altra è solo appoggiata. Formalmente entrambe le mani sono sul pallone, ma il lancio resta contestabile.
  5. Rimessa fuori dal punto. Il giocatore si prende qualche metro di guadagno, quasi sempre verso la porta avversaria.

Quale sanzione segue a quale errore

Le sanzioni sono più brevi delle condizioni, e distinguono tre casi.

Esecuzione non corretta. Qualsiasi violazione delle quattro condizioni porta a far eseguire la rimessa a un calciatore della squadra avversaria. Il pallone cambia squadra, non si assegna alcuna punizione.

Secondo tocco di chi ha battuto. Se chi ha eseguito la rimessa tocca di nuovo il pallone prima che lo abbia toccato un altro calciatore, si assegna una punizione indiretta. Se quel secondo tocco avviene con le mani diventa una punizione diretta, e dentro la propria area di rigore un calcio di rigore. L'eccezione: se a battere era il portiere, resta la punizione indiretta.

Disturbo da parte dell'avversario. Chi distrae o ostacola in modo sleale il calciatore che batte, e rientra qui anche lo stare a meno di due metri, viene ammonito. Se la rimessa è già stata eseguita si aggiunge una punizione indiretta.

Da quale categoria vale la rimessa con le mani

Se alleni i Piccoli Amici o i Primi Calci, la Regola 15 nella sua forma piena non ti riguarda ancora. In quelle categorie la FIGC lascia scegliere: la rimessa laterale si può eseguire con le mani oppure con i piedi, e la scelta è di chi batte. L'obbligo arriva con i Pulcini.

La soglia è netta e sta scritta negli allegati del Settore Giovanile e Scolastico:

  • Pulcini U10/U11, 7 contro 7: le rimesse laterali "possono essere effettuate solo con le mani". Da qui in su, Esordienti U12/U13 compresi, la rimessa è quella del regolamento generale.
  • Primi Calci U8/U9, 4 contro 4 o 5 contro 5: mani o piedi. Se si gioca con i piedi, il pallone deve stare fermo sulla linea laterale prima di essere battuto, e l'avversario resta a 5 metri, la stessa distanza prevista per la barriera sulle punizioni.
  • Piccoli Amici U6/U7, 2 contro 2 o 3 contro 3: stessa libertà di scelta, con la distanza ridotta a 3 metri. In più è ammessa la "partenza in conduzione di palla", cioè rientrare in campo palla al piede senza obbligo di passaggio.

Conta la categoria, non il numero dei giocatori in campo. I Pulcini giocano 7 contro 7, ma l'alternativa del 5 contro 5 resta possibile e in certi tornei è la norma. La regola sulla rimessa, però, sta nell'allegato intestato alla categoria, non a una forma di gioco: un gruppo Pulcini che scende in campo 5 contro 5 segue comunque l'allegato U10/U11, quindi solo mani. È una differenza sottile rispetto ad altri Paesi, dove la soglia è agganciata al formato. Sui formati che stanno dietro a queste categorie trovi un quadro completo nella nostra panoramica sui formati di gioco nel calcio giovanile.

Quello che colpisce guardando oltre confine è questo: le federazioni sono d'accordo sul fatto che la rimessa con le mani non sia la ripresa di gioco giusta per i bambini piccoli. Non sono affatto d'accordo su che cosa ne consegua.

FederazioneMani obbligatorie daSotto quella sogliaDistanza
Italia (FIGC)Pulcini U10/U11, 7 contro 7mani o piedi a scelta, pallone fermo5 m (U8/U9), 3 m (U6/U7)
Norvegia (NFF)calcio a 5, 8 anniinnspark, un calcio da pallone fermo2 m
Spagna (RFEF)nessuna soglia, vale fino all'U8niente, ma si ripete invece di sanzionare2 m
Danimarca (DBU)8 contro 8, U11/U12sceglie il giocatore: calcio, conduzione o rimessa2 m
Inghilterra (FA)Under 11, 9 contro 9passaggio o conduzione5 iarde
Paesi Bassi (KNVB)11 contro 11, di fatto O14, in pratica O15indribbelen; passare e tirare sono vietati5 m

Sette annate separano i due estremi, dagli 8 anni della Norvegia ai 15 di fatto dei Paesi Bassi. E avrai notato che per la Spagna non compare alcuna età: non è una svista della tabella, è che non ce n'è una. Le federazioni rispondono alla domanda "da quando si batte con le mani" in tre modi diversi, e solo il primo è un'età.

Primo: la rimessa con le mani viene sostituita sotto una soglia. Fanno così Norvegia, Svezia, Polonia e Paesi Bassi. Sotto la soglia il bambino calcia o conduce il pallone dentro, sopra lo lancia. È il caso che quasi tutti gli allenatori hanno in testa.

Secondo: la rimessa con le mani è permessa ma non imposta. È il modello italiano, ed è anche quello danese e ceco. Nei Primi Calci e nei Piccoli Amici il bambino sceglie ogni volta: lanciare, appoggiare con il piede, in U6/U7 perfino partire in conduzione. Non c'è una data di inizio, c'è una libertà che a un certo punto finisce, e in Italia finisce con i Pulcini.

Terzo: vale fino in fondo, ma l'errore non costa nulla. Così fa la Spagna, dove si lancia fino alla categoria più piccola e l'errore non viene punito: l'arbitro lo spiega e fa ribattere, e il pallone si perde solo alla seconda volta. Il Portogallo tiene la rimessa con le mani fino ai Petizes Sub-7 senza prevedere alcuna soglia d'età.

Detto in breve, l'Italia mette insieme il secondo e, dai Pulcini in poi, il terzo: mani obbligatorie ma errore da ripetere.

Un'ultima avvertenza, che mostra quanto poco basti guardare un solo documento federale: in Inghilterra una guida a livello di contea contraddice il manuale nazionale. Il documento nazionale toglie la rimessa con le mani dall'Under 7 all'Under 10 senza eccezioni, la versione di contea la ammette esplicitamente all'Under 10. Chi arbitra o allena lì deve quindi leggere anche il documento del proprio distretto.

Rincorsa, salto e flip: che cosa è consentito

Qui si vede il vantaggio del fatto che la Regola 15 regoli un solo istante. Dal testo discende subito:

La rincorsa è consentita. La regola non dice nulla sul percorso verso il pallone. Un giocatore può rincorrere quanto vuole.

La rimessa in salto non è consentita. Se nell'istante del rilascio anche un solo piede si stacca dal terreno, manca una delle quattro condizioni e il pallone passa agli avversari. È il punto in cui le rimesse lunghe nel settore giovanile falliscono con regolarità.

Il flip throw è ammissibile secondo il testo della regola, a patto che nell'istante del rilascio il giocatore tocchi terra o linea con una parte di ciascun piede e il pallone arrivi da dietro sopra la testa con entrambe le mani. Chi padroneggia il movimento in modo pulito rispetta queste condizioni.

Quanto rende una rimessa laterale, in numeri

Un'analisi di 16.154 rimesse laterali su un'intera stagione di Premier League fornisce il dato più chiaro sul tema. L'83 per cento delle rimesse ha portato a un primo controllo riuscito della propria squadra, il 54 per cento a possesso mantenuto, e l'8,8 per cento è sfociato in un tiro in porta nato da quel possesso.

Più interessante del totale è la scomposizione per direzione del lancio:

DirezionePrimo controlloPossesso mantenuto
all'indietro99,5 %83,5 %
di lato89,2 %64,0 %
in avanti67,6 %48,3 %

Uno studio successivo su cinque campionati, con 71.220 sequenze da rimessa, conferma lo schema: all'indietro 92,13 per cento di possesso mantenuto, di lato 71,20, in avanti 49,75. E aggiunge una seconda leva che con la tecnica non c'entra nulla, la rapidità. Le rimesse battute entro cinque secondi hanno raggiunto il primo controllo nel 94,4 per cento dei casi, quelle battute dopo più di quindici secondi solo nel 78,31.

Nella pratica significa che la rimessa lunga in area è la variante più vistosa, non la più redditizia. La stessa logica la conosci dagli schemi da calcio d'angolo nel calcio giovanile, dove pure l'esecuzione corta viene sottovalutata.

Come allenare la rimessa laterale

Tecnica. I cinque errori del quarto capitolo formano la lista di correzione. Due giocatori si lanciano il pallone su cinque, otto metri, il terzo sta di lato e controlla in ordine fisso: orientamento, piedi, traiettoria, mani, punto. Dopo dieci lanci si cambia. Il valore dell'esercizio non sta nel lanciare ma nel ruolo di osservatore, perché chi controlla deve applicare la regola invece di limitarsi ad ascoltarla.

Distanza. Qui un numero affidabile c'è. Uno studio controllato pubblicato nel 2024 sulla rivista spagnola Retos ha esaminato per quattro settimane il lancio a due mani sopra la testa con la palla medica, con quindici giocatori per gruppo, sperimentale e di controllo, e un'età media intorno ai sedici anni. La distanza della rimessa è cresciuta dell'8,2 per cento, la velocità angolare del braccio di quasi il 15 per cento. Il gruppo di controllo non è migliorato in modo significativo.

Serve però la giusta collocazione: lo studio lavora con sedicenni. Per le annate più giovani il trasferimento resta aperto, e i carichi aggiuntivi vanno comunque messi nelle mani di un allenatore che conosca la tolleranza individuale.

Tattica. Dai numeri del capitolo precedente esce un contenuto di allenamento scomodo. Se i palloni giocati all'indietro e di lato restano alla squadra e quelli lunghi in avanti si perdono nella maggior parte dei casi, allora il compito principale non è la distanza del lancio ma il compagno alle spalle di chi batte. Due cose si allenano subito: un movimento affidabile di rientro verso chi batte, e la soglia dei cinque secondi, cioè prendere il pallone ed eseguire senza aspettare la soluzione perfetta.

Per la squadra che difende vale invece l'indicazione che arriva dall'analisi della Premier League: salire alti e chiudere le opzioni all'indietro e di lato, così all'avversario resta solo il pallone lungo in avanti.

Chi vuole portare avanti queste cose con ordine per un'intera stagione di tornei ha bisogno soprattutto di una cosa: abbastanza partite in cui succedano, e un calendario che non nasca all'ultimo momento.

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Fonti

Le citazioni del regolamento provengono dall'edizione ufficiale IFAB del Regolamento del Giuoco del Calcio 2025/2026. I limiti d'età italiani vengono dagli allegati del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC per le categorie di base, allegato 6c per i Primi Calci U8/U9, allegato 7b per i Pulcini U10/U11 e allegato 8b per gli Esordienti U12/U13, oltre al documento sui Piccoli Amici U6/U7; il testo sulla rimessa è identico nelle stagioni 2024/2025, 2025/2026 e 2026/2027. La verifica regionale si basa sul documento del Coordinamento Federale Regionale Friuli Venezia Giulia per la stagione 2025/2026. I limiti stranieri vengono dai rispettivi documenti federali, i dati di analisi della prestazione da Stone, Smith e Barry (International Journal of Sports Science and Coaching, 2021), Stone, Kubayi, Smith e North (International Journal of Performance Analysis in Sport, 2025) e Casal e colleghi (PLOS ONE, 2023). Lo studio sull'allenamento è Syafii e colleghi, Retos 54 (2024).

Domande frequenti

Posso prendere la rincorsa sulla rimessa laterale?
Sì. La Regola 15 pone le sue condizioni soltanto nell'istante in cui il pallone lascia le mani e non dice nulla sul percorso che porta fin lì. La rincorsa è quindi consentita, purché al rilascio una parte di ciascun piede tocchi la linea laterale o il terreno oltre la linea. Uno stacco con entrambi i piedi in aria non soddisfa questa condizione e fa perdere il pallone.
Da che età vale la rimessa con le mani nel calcio giovanile?
Dipende dalla federazione. In Italia la FIGC la impone dai Pulcini U10/U11, la categoria del 7 contro 7: lì le rimesse laterali si eseguono solo con le mani. Nei Primi Calci U8/U9 e nei Piccoli Amici U6/U7 si può scegliere tra mani e piedi, con il pallone fermo sulla linea. In Inghilterra la rimessa compare solo dall'Under 11, in Norvegia già a 8 anni.
Si può segnare direttamente da una rimessa laterale?
No, in nessuna delle due direzioni. Se il pallone entra direttamente nella porta avversaria l'arbitro assegna la rimessa dal fondo campo; se entra nella propria porta è calcio d'angolo per gli avversari. Anche il fuorigioco è escluso: la Regola 11 cita la rimessa dal fondo campo, la rimessa laterale e il calcio d'angolo come le tre situazioni dopo le quali si può ricevere il pallone senza essere in fuorigioco.
Che cosa succede se chi batte tocca di nuovo il pallone?
Scatta una punizione indiretta per gli avversari, a condizione che il pallone fosse in gioco e che nessun altro calciatore lo abbia toccato nel frattempo. Se il secondo tocco avviene con le mani diventa una punizione diretta, e dentro la propria area di rigore un calcio di rigore. L'unica eccezione riguarda il portiere che ha battuto: in quel caso la Regola 15 lascia la punizione indiretta.
Come si allena una rimessa lunga?
Uno studio controllato pubblicato nel 2024 sulla rivista Retos ha testato per quattro settimane il lancio a due mani sopra la testa con la palla medica, con quindici giocatori per gruppo. La distanza della rimessa è cresciuta dell'8,2 per cento e la velocità angolare del braccio di quasi il 15 per cento. Il gruppo di controllo non è migliorato in modo significativo. La distanza, però, è raramente il vero problema.